Elegia di Madonna Fiammetta
(Epilogo)
Introduzione alla Performance a cura di
Barbara Rossi
Il
concetto di performance trae la sua
origine a metà del XX secolo e segue quel filo conduttore degli studi, compiuti
nel II decennio del secolo dagli artisti Wassily Kandinsky e Paul Klee:
Il primo
opera una smaterializzazione dell’opera figurativa, riportandosi a una pura
volontà espressiva secondo la quale non è ancora prevista nessuna esperienza
visiva o linguistica.
Le
improvisations, quindi, si presentano
come movimenti aggregati di segni senza alcun rapporto strutturale e ordine
apparente.
Il secondo, è stato il primo artista che si sia
addentrato, conservando tuttavia una grande chiarezza di coscienza e una
straordinaria limpidezza espressiva, in quella sconfinata regione
dell’inconscio che Sigmund Freud e Carl Gustav Jung avevano da poco aperto alla
ricerca, «una regione in cui nulla si dà come
rappresentazione o concetto e tutto si dà per immagini e segni».
Per Klee, ad esempio, le immagini si
scompongono, ricompongono e si combinano secondo nessi alogici e asintattici ma
vitali e sensibili come legamenti nervosi.
Sia Wassily Kandinsky sia Paul Klee giungono alla
conclusione, attraverso le loro ricerche analitiche, che ogni forma artistica
possa esprimersi partendo dall'assoluta soggettività che l'individuo ha della
comprensione dell’arte, così che lo scopo non è di rappresentare ma di
visualizzare dove la raffigurazione segue le leggi della percezione.
Con il passare del tempo, il concetto di
Performance è ripreso e ampliato da un insieme di Movimenti e Correnti
artistiche, che per mezzo dell’espressione creativa riflettevano polemizzando
un determinato atteggiamento diffuso nella società contemporanea.
In questo caso, l’Informale si pone in forte contrasto
con tutto ciò che, in qualche modo, può essere riconducibile a una forma, sia
essa figurativa o anche puramente astratta. Esso abbraccia varie matrici, traendo
origine dal movimento Dada, dall'Espressionismo e dal Surrealismo. Da questo esplosivo miscuglio delle
principali tematiche delle avanguardie
storiche, scaturisce una concezione dell'arte ironica e provocatoria
costantemente tesa a negare qualsiasi valore ad ogni attività che presupponga
il filtro della ragione.
Passioni,
tensioni e disagi devono pertanto essere espressi nel modo più libero,
spontaneo e violento possibile, al di fuori di qualsiasi schema precostituito e
contro ogni regola normalmente accettata. L'evento artistico, svuotato da
qualsiasi residuo valore formale, si esaurisce pertanto con l'atto stesso della
creazione. Si indicano con il gesto e la materia le due
componenti fondamentali dell'informale.
Arte: non è
la pittura eseguita
ma l'atto di eseguirla dove il gesto non è necessariamente pittorico. L'artista
informale, dunque, non è più colui che crea nuovi eventi, ma colui che sa
lasciarli accadere, limitandosi magari a favorirne l'attuazione con la
spontaneità del caso o la fantasia del sogno.
L'Informale è proprio l'arte dell'incomunicabilità e sotto una prospettiva meno pessimista, l'arte del tentativo di comunicare di nuovo.
Inoltre, all’Informale si aggiungono:
L’arte concettuale si orienta verso una ricerca dei materiali più
eterogenei come fogli di carta, discorsi verbali sull’arte, riflessioni
filosofiche sul sistema artistico.
L’arte
processuale
non si focalizza sul risultato
inteso come opera compiuta (la tela) quanto il processo adatto a promuoverla.
La Body Art usa il corpo che assume e diventa un sistema di segni,
gesti, respiri, suoni, movimenti entro un contenitore: in questo caso l’interno
della Biblioteca Vallicelliana e gli spettatori diventano loro stessi attori perché
parte di un momento specifico scandito dal tempo. Espressività condotta in
questa performance dalla danzatrice Katia Frese e dall’attrice Sara Armentano.
Il risultato è
un’opera totale, unica e irripetibile perché nata nell’interpretazione
dell’evento sintetico dove: pittura, musica, danza e teatro compongono insieme
un LIVE ART.
Il termine più
adeguato per descrivere il lavoro della danzatrice, dell’attrice e in certi
momenti anche dell’artista (Cinzia Fiaschi) è la Contact improvisation: un
genere di ballo improvvisato, una delle forme meglio conosciute e
caratteristiche di danza post moderna, nel quale la Compagnia (Dancing in Action Painting) si
abbandona all’improvvisazione. Una ricerca improntata sulle relazioni reciproche
tra pubblico, opera e spazio: l'Happening.
L’Happening,
dove al posto del concerto c'è uno spazio esecutivo concepito teatralmente e ideato
da mezzi misti, come la forma musicale. Musica sperimentale associata al Jazz,
indagata dal compositore e precursore John Cage negli anni 50', sua l'affermazione:
«Cerco di pensare a tutta
la mia musica posteriore 4'33 come a qualcosa che fondamentalmente non
interrompa quel pezzo», riferendosi alla
serie di quadri bianchi dipinti dall'artista Robert Rauschemberg. Ed è prendendo spunto
proprio da questa volontà che la
vocalist Cinzia Eramo non interpreterà una composizione come tessuto musicale,
ma una musica intesa come suoni vocali.
Cos'è l'Happening?
Un gesto d’irruzione nello spazio quotidiano, organizzato in tempi e luoghi
dove non è prevista la presenza della produzione artistica, dove il colore si
fonda con il movimento del corpo ed è attraverso questo processo che entra
nell’arte il tempo come durata reale.
Cinzia Fiaschi
intende avvalersi dell'Action Painting come strumento per esprimere i suoi
pensieri, idee, concetti afferenti alla rilettura e quindi all’approccio di un
testo come quello dell'Elegia di Madonna
Fiammetta.
Parlare di Espressionismo
astratto americano o Action Painting significa alludere in pittura all’artista
Jackson Pollock. La pittura (dripping) con Pollock segue un ulteriore processo
di accelerazione nell’arte pittorica lasciando ad essa un certo margine al
caso: «senza
caso non c’è esistenza».
Il caso è libertà
rispetto alle leggi della logica, ma è anche la condizione di necessità per
cui, vivendo, si affrontano a ogni istante situazioni impreviste. La salvezza
non è nella ragione che fa progetti, ma nella capacità di vivere con lucidità
la casualità degli eventi. Tutto sta nel trovare il proprio ritmo e nel non
perderlo, qualsiasi cosa accada. Questo è anche il procedimento nel quale
l’artista in questo caso la performer Cinzia Fiaschi esprime e interagisce con
i componenti della Compagnia, con lo spazio interno ed esterno e con il
pubblico.
Passando a
descrivere a grandi linee il testo dell’Elegia
di Madonna Fiammetta, scritto da Giovanni Boccaccio si evince, ma anche
come spiegano sia l’artista che la Compagnia, su come da un’idea di rilettura del
testo in cui emerge tutta una serie di considerazioni sul ruolo della figura
femminile, la pittrice possa avvalersi della performance, come mezzo per
trasferire la sua personale riflessione e considerazione sul mondo femminile.
L’artista usando il
corpo come contenitore, unito alla fermezza e alla chiarezza dell’atto
improvvisato, inteso come gesto e movimento, porta lo spettatore alla facile
comprensione, su come in realtà, esso diventi una condizione necessaria per
intraprendere il suo personale viaggio estetico - emotivo, rappresentando non
di meno una sorta di cammino individuale e interiore alla scoperta dell’ignoto ma
anche alla rivelazione del colore.
Il lavoro sull'Elegia di Madonna Fiammetta, in realtà è parte di uno studio più
accurato, condotto con il testo, Amorose
visioni, sempre dello stesso autore e rielaborato in performance nel 2007
dalla medesima Compagnia DAP. In entrambi i testi, la Fiaschi volge alla conclusione che in 700 anni, fattori legati
all’estetica e al comportamento, non siano affatto cambiati. Trovando in questa
asserzione, una possibile denuncia alla presentazione del corpo femminile, che
vive ancora costantemente ingabbiato in una sorta di macchina, sovente assumendo
forme inumane e asettiche. L’artista rivolgendosi con distacco alla società
contemporanea, trova la forza di rigettare il suo dissenso e lo fa avvalendosi
del mezzo artistico e della sua conoscenza tecnica che ha di esso, lanciando al
pubblico un’idea di rilettura del ruolo che ognuno ha della figura femminile. Allo
stesso tempo con l’improvvisazione del testo in questione, guida lo
spettatore/attore verso la consapevolezza che tutto il suo senso libero di
pensare, di amare, di lavorare con i colori, di vivere o sopravvivere,
dipingendo intenti senza soluzione e di scrivere per chi vuole leggerla, sia
una fotografia vera di una donna capace di vedere, di assorbire e trattenere,
ma anche di pensare e di reagire, di rigettare, gridare e rifiutare qualsiasi
posizione.
Come l’artista
ammette: «Fiammetta è una donna di cui è facile e
immediato sentirsi vicini nei patimenti e nelle gioie dell’amore».
Il tentativo della Compagnia è stato quello di trasportare le suggestioni, il
carattere, la forza, l’angoscia, la bellezza luminosa di una donna cortese e
giovane, in nuovi spazi di tipo cromatico, estetico, aspetti sensibili a una
trasposizione pittorica su tela e nella dinamica della danza, come a
supportare, nell’improvvisazione del gesto e del movimento, quel pathos estremamente
reale, attuale, contemporaneo di un animo innamorato.
Tra la pittrice e Fiammetta ci sono molte affinità, un libro su cui
estrapolare un male di vivere e una tristezza instillata dal tempo e da più
generazioni.
Perché iniziare dall’Epilogo
L'Epilogo non descrive il contenuto del libro (così come
noi non descriveremo le nostre azioni) l'Epilogo indica la volontà di
"continuum" il prolungarsi dell'opera stessa. E' desiderio di
Fiammetta che sia letto e vada dove la fortuna lo porti senza porsi domande e
senza scegliere in quali mani finisca.
L'Epilogo è la risoluzione dell'evento. Esso
interpreta perfettamente la volontà interna e misterica della performance. Nel
suo non essere descrittivo del libro, lascia il mistero vagare tra le parole
(come tra le nostre relazioni) in un totale quadro astratto dove la forza delle
parole (nella lettura) andranno ad esondare tutti i dubbi e le lacerazioni
intellettuali, del pubblico, che cercherà dei legami di comprensione ma non
appariranno collocati, al primo colpo d'occhio concentrato.
© Barbara Rossi

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